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I Bivacchi Svizzeri

  • Immagine del redattore: Andrea Mazzino
    Andrea Mazzino
  • 4 ago 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

05 / 08 / 2025

Il Fusshorn Biwak
Il Fusshorn Biwak

Quando arrivano le ferie non si sopporta più nulla e non si vede l’ora di dedicarsi anima e corpo in quello che ci fa sentire bene , tanto più per chi è appassionato di montagna . Quindi capita che nella foga di divorare montagne , si mettano in fila vecchi progetti a nuove idee e si cerchi di capitalizzare il più possibile da questi periodi che non sono mai lunghi quanto vorremmo.

Poi c’è da gestire il meteo , valanghe , condizioni , gli spostamenti , i divieti a balzelli da regione a regione e da stato a stato , il cibo da portarsi , il materiale adatto e chi più ne ha più ne metta .

Quindi può capitare che con tante variabili simili , si debba navigare a vista e la sera prima non sapere ancora dove si andrà ad avventurarsi il giorno dopo.

Questo è successo qualche mese fa , quando dopo aver svalicato in auto il Passo del Sempione per tempo instabile sul versante italiano , puntiamo a una montagna salita da un nostro amico moltissimi anni fa e che da allora intrigava alquanto. La scalata viene spezzata in due giorni e per fare questo ci si può affidare al Bivacco fisso che c’è alle soglie del ghiacciaio , e tutto “sembra” ovvio e scontato. Chiaramente non è così . La mattina all’alba al momento di chiudere lo zaino e partire a camminare , mi soffermo a cercare ulteriori informazioni sulle tempistiche di avvicinamento , onde evitare il temporale pomeridiano , e scopro che il bivacco con le nuove disposizioni è chiuso a chiave . Ne nasce una affannata ricerca a risolvere il problema iniziando a reperire le chiavi all’apertura dell’ufficio del turismo ben 2 ore dopo. Ne segue il rilascio delle chiavi previa cauzione di 50 FCH e dati di riconoscimento per non esimersi dal futuro pagamento.

Riusciti finalmente a partire , arriviamo al Bivacco sperduto in una landa di roccia e ghiaccio alle prime ore del pomeriggio e subito vediamo che siamo soli .

Il bivacco ha 12 posti , è grazioso ed ordinato è munito di acqua e al suo interno sono appesi i fogli per istruirci sul funzionamento del fotovoltaico e del riscaldamento , oltre agli estremi per il pagamento una volta tornati a valle. Nel vano di entrata è presente anche una cambusa che è provvista di ogni ben di Dio : dalla pasta al risotto , dal vino alla birra ,barrette , cioccolato , snack , condimenti , liquori ,ecc…

La zona è coperta da segnale internet e telefonico , questo consente in caso di emergenza di utilizzare il bivacco contattando le guide che ti forniscono il codice di accesso per aprire se si è sprovvisti di chiavi.

Sul tardi arriveranno altri due alpinisti tedeschi , anche loro muniti di chiavi e preparati alla sveglia antelucana del giorno seguente. Non ci vedremo più , perché andremo su obbiettivi diversi , e ci limiteremo a guardarci come puntini da lontano in un’area vastissima.

Insomma tutto è bene quel che finisce bene . Da 2027 buona parte dei bivacchi e rifugi invernali in territorio svizzero , sembra che adotterà questo sistema “controllato” dei flussi di alpinisti .

In Italia invece siamo alle prese con strutture quasi sempre “libere” , ma fatiscenti , sporche ,sfornite di tutto e spesso affollate . Resterà anche un’utopia una cambusa a cui attingere ….senza depredare.!!

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